5. Voglio morire

5. Voglio morire

 

         So che la morte è stata data da Dio giustamente come castigo per il peccato. Sono peccatrice e per questo voglio morire. Peccando mi sono separata da Dio; in riparazione voglio soffrire la separazione della mia anima dal corpo con tutti i dolori, le umiliazioni, gli annichilimenti, le rotture e le separazioni e le perdite che comporta la morte. Accetto tutto e lo voglio per dare al mio Dio questa soddisfazione, pagando questo tributo di giustizia.

 

Morire soffrendo per Cristo

 

         Voglio morire, perché è morto Gesù e mi vergognerei di entrare in cielo per altra via diversa da quella percorsa da Lui: la distruzione del proprio essere con la morte.

         Voglio morire e vorrei sentire, come Gesù nell’orto del Getsemani, orrore e spavento davanti ai sintomi che mi annunciano la mia prossima fine, fino al punto di vedermi obbligata a dire come Lui: «Passi da me questo calice» (cf. Mt 26, 39), che lo fece agonizzare, e come Lui sudar sangue. Per dar merito alle mie ripugnanze e ai miei timori in quell’ora estrema, Lui volle esperimentare tutto ciò in se stesso attraverso l’accettazione del tremendo sacrificio della morte. Desidero anch’io tutto questo per avere completa rassomiglianza con il mio divino Modello.

         Accetto che resti sconosciuta e non capita la mia malattia: perfino di morire schernita, abbandonata dal medico, dalle persone care, dalla mia amata comunità. E, giungendo alla cima del mio calvario, inchiodata alla croce del letto, senza potermi muovere, di soffrire i dolori delle tre ore di agonia come Gesù, con i sentimenti che colmavano il suo sacratissimo Cuore in quei momenti: di perdono e di compassione, di amore, di doloroso abbandono del cielo e della terra. E quando saranno compiuti tutti i disegni di Dio su di me, giungendo il momento del «consummatum est»,7 consegnare la mia anima nelle mani del suo Creatore.

 

Convertirsi in terra…

 

         Voglio essere simile a Lui anche nel sottopormi alle umiliazioni e agli orrori del sepolcro, perché da lì le mie ossa e le ceneri che restano, fino alla fine del mondo, dichiarino il mio nulla, in quanto peccatrice, perché ho meritato che ricada sopra di me la sentenza che pronunciò Dio contro l’uomo che aveva peccato nell’Eden: «Sei polvere e in polvere ritornerai» (cf. Gen 3, 19). Così tutti loderanno Dio dicendo: «Dio è santo, è giusto, è eterno, degno di lode, di gloria e di onore per i secoli dei secoli». Io davanti a Lui sono come la polvere che il vento porta via, costretta a restare sepolta nell’oblio e contenta che questa miserabile polvere serva per confessare il potere, la grandezza, l’incorruttibilità, l’immutabilità e l’eternità del mio Dio.

         Accetto di scomparire da questa terra come un’ombra che passa e come erba che si secca, senza che nessuno si ricordi dell’ombra che è passata, né del filo di erba secca, se non per calpestarla fino a che ritorni terra ed abbiano così compimento su di me le parole di Dio all’uomo peccatore: «Sei polvere e in polvere tornerai». In questo modo darò soddisfazione al mio Dio.

 

Riparare per i peccati

 

         Voglio provare tutti i castighi dati per i peccati, perché sono peccatrice e perché Gesù, nonostante fosse innocente, volle sentire tutti i dolori che meritava l’uomo peccatore, solo per essersi offerto come mediatore. Anch’io mi sono offerta nella vita religiosa come vittima di espiazione per i miei peccati e per quelli dei miei fratelli, gli uomini tutti.

         So, o mio Dio, che tu ascolti sempre i buoni desideri, perché sei Tu stesso che li dai: rendi effettivi i miei. Sì, sono sicura che lo farai, perché, qualunque sia la mia morte, Gesù ha già accettato la mia offerta e l’ha convertita pienamente in realtà davanti a Lui.

 

Imitare la Vergine santissima

 

         Voglio morire perché è morta la santissima Vergine, la mia dolce Madre e io voglio assomigliare a Lei perché sono sua figlia. Ella era santa e pura e non era soggetta alla morte: è passata attraverso di essa per fare coraggio a noi in quell’amaro passo e voglio che le sue materne premure non restino vane in quei momenti. Vorrei sentirla al mio fianco e aver bisogno di lei, come una povera e debole figlia che ricorre alla sua madre in momenti gravi e difficili.

         Voglio morire perché in quell’ora spero che venga al mio fianco a dirmi: «Ho ascoltato la preghiera che tante volte mi hai rivolto finché avevi voce: prega per me ora e nell’ora della mia morte». Questo è il momento, Madre mia, nel quale ho bisogno che tu preghi per me, che tu adempia il tuo ufficio materno verso quelli che sono vissuti per Gesù. Maria unirà alla morte di Gesù la morte di tutti i suoi figli, offrendoli insieme all’Eterno Padre sullo stesso altare del suo Cuore Immacolato per la gloria del suo nome. Sarà Maria il sacerdote che consumerà il sacrificio del mio essere, unito a quello di Gesù, nella Messa che durante l’istante del mio spirare si starà celebrando in qualche parte del mondo: quella Messa sarà la mia, come se esclusivamente la celebrassero per me. Così la mia morte sarà come una Messa celebrata da Maria, Madre mia dolcissima, nella quale offrirà i suoi due figli: Gesù e Maddalena.

 

Morire per amore

 

         Si è detto che l’amore è forte come la morte. Io voglio morire perché, dando la mia vita per amore, il mio amore arriverà ad avere questo carattere. Il supremo trionfo dell’amore è la morte, come lo fu in Gesù. Anch’io voglio questo trionfo per giungere ad avere la corona di questa vittoria. Sì, desidero il trionfo, non per il premio, ma perché l’amore trionfi nella spoliazione di tutte le cose, nel vuoto e nell’annientamento di tutte le cose sensibili che impediscono allo spirito di volare per riposarsi nel suo centro: Dio e ricevere da Lui quello che non può comunicare all’anima finché è unita alla materia.

         Voglio morire per far ritorno al mio principio puro (puro spirito) quando uscì dalle mani del mio Creatore, servendomi la morte, accettata per amore, a purificare o completare la purificazione delle macchie del peccato, che è la ragione per la quale Dio la decretò.

 

Morire al mondo buono

 

         Voglio morire per lasciare il mondo e tutto quello che di bello e di attraente vi si trova rinchiuso: il sole, il firmamento, il mare, la primavera… Voglio morire all’aurora, quando l’astro maggiore inonda con le sue tonalità pittoresche i monti, le valli, la campagna, i fiori e quando tutto è movimento e festa, come successe alla morte di Gesù, quando nella foresta l’usignolo canta al suo Creatore gorgheggi d’amore che invitano alla vita e al godimento.

         Sentendo suonare a festa le campane, il din don dell’Angelus, quando i bronzi mariani invitano a salutare Maria, quando tutto si imbeve di vita piena…, io, stesa nel mio letto tra gli affanni dell’agonia, voglio morire, per sentirlo di più e offrire al mio Dio tutto quello che desidero. Costandomi di più tutto questo, il mio ultimo sacrificio sarà pieno e segnerà l’ultimo grado del mio amore per amare così di più eternamente Dio.

 

Morire di fede, speranza e amore

 

         Che i miei occhi si chiudano dopo aver guardato le consorelle che mi stanno intorno e una immagine di Maria, mia dolce Madre, come faro di speranza. Che io perda di vista la natura e tutto quello che mi circonda per rimanere nell’oscurità ed attendere nella fede quello che ansiosamente brama la mia anima nella misteriosa eternità. Voglio morire per lasciare tutto, come un giorno lasciai il mondo per Gesù, la mia cara mamma, la mia casa, tutti i miei congiunti, i luoghi della mia infanzia e dei miei primi amori.

         Voglio morire lasciando il mio caro convento, l’amata chiesa che spero di costruire senza vedere la sua inaugurazione, le mie amate consorelle, il cantuccio del mio coro dove io imploravo perdono e parlavo di amore con lo Sposo, la mia celletta, testimone delle mie lotte e dei miei amori, il giardino profumato con le acacie, i gigli, i giacinti, i gladioli e con la regina dei fiori che esala le sue fragranze: il mio fiore, la rosa, i frutti che incominciano a prendere colore… e tutto quello che ho amato ed è attraente. A tutto voglio dire addio, per recarmi alle rive eterne, alle isole ignorate, con un atto di fede nuda, di speranza e di amore in cerca dell’amore che la fede dà… Se qualche ricordo caro si aggiungerà alla mia memoria, più pieno sarà il sacrificio, più sentito l’addio e più viva la fede in quello che spero.

 

Morire santamente

 

         Quando la gente che mi starà intorno si muoverà e si agiterà e fuori si udrà lo strepito dei treni e delle vetture che corrono e qualcuno forse chiamerà per domandare se vivo, voglio che possano rispondere: «È già spirata; ha terminato la sua corsa; la Madre Maria Maddalena è morta; ha pagato il tributo come tutti i peccatori, perché anche lei era peccatrice». E se potranno aggiungere le parole: «è morta santamente», vorrei che tutti rendessero grazie a Dio. Anche se dovessi attendere un po’ di più per i suffragi, preferisco che rendano prima grazie a Dio perché ha salvato la mia anima.

         Voglio morire con tutte le circostanze penose che accompagnano la morte, che mi lascino nella solitudine della casa, del cimitero, del sepolcro, sepolta con sopra una lapide che dica a tutti: «Ormai non esiste più nulla!». E sopra la lapide una croce nera (come prescrive la santa Regola) di speranze immortali che proclami: «Passò su questa terra e, mentre si consumavano i suoi giorni, attese l’eterno mattino…».

 

Affidarsi volontariamente a Dio

 

         Voglio morire perché, sapendo che devo morire, desidero mettere in pratica l’avvertimento del mio dolce Maestro: «State sempre pronti, perché nell’ora che meno pensate verrà il Figlio dell’Uomo» (cf. Lc 12, 40). Voglio vivere in questa attesa, perché è doloroso e dolce allo stesso tempo, perché è un’attesa d’amore che si alimenta di entrambe le cose. Voglio che il mio amore cresca con tutti i mezzi che possono aumentarlo e so che uno è il vivere pensando alla morte, accettandola in ogni momento per amore di Dio e per pagargli il debito che gli devo per i miei peccati. Come morii misticamente il giorno della mia professione religiosa e stetti distesa sotto il panno funebre mentre le campane suonavano a morto (io in quel momento offrivo a Dio la mia vita per risorgere e vivere in seguito solamente di Lui e per Lui, al quale mi consegnavo per sempre), così un giorno gli consegnerò di nuovo la mia anima, il mio corpo, le persone care e tutte le cose che ci sono nel mondo che sparirà dalla mia vista. Ed io lo farò non solo perché devo lasciarle, ma perché liberamente, volontariamente ho accettato di morire con tutte le sue conseguenze per amore di Dio, in ossequio alla sua divina Maestà e per la sua eterna gloria, unita alla morte di Gesù.

         Non voglio morire perché soffro, perché sono stanca di vivere, perché mi mancano le forze, perché io non posso far nulla, perché sono soltanto di disturbo… No! Questi motivi sono indegni di un’anima creata per glorificare Dio in quel momento decisivo nel quale posso dargli e completare l’ossequio supremo che gli si deve sia come Creatore che come Redentore e Conservatore dal quale tutto si ricevette e al quale tutto appartiene.

         Voglio morire, infine e soprattutto, perché Gesù ha detto che la morte è la suprema prova di amore: «Non si può fare nulla di più grande che dare la vita per quelli che si amano» (cf. Gv 15, 13). Io voglio darla per Lui, perché Lui è il mio amore, per offrirgli questo supremo atto di amore che è giunto alla sua sommità, giacché non è possibile fare di più. A chi dà tutto non resta che completare il dono consegnando se stesso. Che felicità è mai poter dare tutto a Colui che si ama e restare nel nulla, nella povertà di tutto, perché tutto sia Dio e per Dio.

         Quando io sarò diventata un pugno di cenere, si saranno adempiute su di me le parole che Dio rivolse ai progenitori: «Pulvis es, et in pulverem reverteris».8 Ma voglio essere polvere che loda Dio e che canta la sua gloria nei secoli dei secoli. Amen.

 

VOGLIO MORIR COSI’

 

Voglio morir baciando il tuo Costato

Al dir: confido in Te, Cuore adorato!

 

Voglio morir stringendo il Crocifisso,

Nella Passione il mio pensiero fisso.

 

Voglio morire con Maria accanto

Coperta col purissimo suo Manto.

 

Voglio morir coll’Ostia santa in cuore,

Perché uniti alla vita non si muore.

 

Voglio morire quando sull’Altare

Per me l’Ostia d’amor si va immolare.

 

Perché l’offerta sia d’amore piena,

S’unisce a Gesù Ostia Maddalena.

 

Morir così, l’anima mia lo sente,

È andare a viver eternamente.

 

AVE MARIA

 

Ave Maria: sia l’ultima —  Mia voce nell’esilio.

Prima ch’io chiuda il ciglio, —  Che dia uno sguardo a Te.

 

Ave Maria: nell’ora —  Ch’io lascerò la terra,

L’anima mia in Te spera, —  Resta vicina a me.

 

Ave Maria: nell’ultima —  Ora del viver mio,

Il moribondo spirito —  Tu raccomanda a Dio.

 

Ave Maria: su in cielo, —  Sia pure il primo canto;

Poi, pellegrino affranto, —  Mi getti in seno a Te.

 

                                     M. M.

 


7 Cf. Gv 19, 30: «Tutto è compiuto».

8 Cf. Gen 3, 19: «Sei polvere e in polvere tornerai».

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