Libro Quarto – Tu resterai

TU RESTERAI[1]*

Essi periranno, ma tu rimani (cf. Sal 101, 27)

Pur essendo tanta e così grande la felicità che è nell’amore divino, poco o niente meriterebbe di essere apprezzata, né sarebbe felicità vera se fosse transitoria, se della felicità di ieri, sia pure grande, pura e santa, non restasse altro che il ricordo. Poco sarebbe questo, ripetiamo, molto poco, per un’anima immortale che non può essere felice se non con cose proporzionate alla sua natura. Ben lo avverte l’anima, dopo aver considerato e gustato le cose che la circondano, con l’apparenza di essere buone, grandi e belle. Subito essa si stanca per andare in cerca di altre cose migliori finché, finalmente, infastidita e annoiata di tutte, ricorre a Dio, cerca il suo amore, in esso si stabilisce ed è felice. Solo in Dio resta soddisfatta, perché solo Dio è eterno, eterno nel suo amore ed eterna è la felicità del suo amore.

Eterne gioie che racchiude l’amore divino! Solo perché siete eterne, potete saziare le anime ed essere il compimento e la perfezione somma di ogni felicità e di ogni gioia!

Anime che amate Dio, se avete compreso questa profonda verità, immensa e giusta è la vostra fortuna e la vostra gioia. Godete, godete a vostro agio, perché ne avete motivo. Dissetatevi, tranquille, all’oceano che vi offre tanta felicità, senza temere che si possa esaurire, perché questa felicità è eterna, come eterna è la sua sorgente! Voi potete ripetere al Signore con il Profeta, guardando a tutte le persone e cose che sembrano essere qualcosa, a tutti i piaceri, anche leciti, che offre la vita: “Essi periranno, ma tu rimani, tutti si logorano come veste, come un abito tu li muterai ed essi passeranno. Ma tu resti lo stesso e i tuoi anni non hanno fine” (cf. Sal 101, 27-28).

Se così non fosse, subito il suo godimento sarebbe turbato e alterato. A volte, uno si mostra poco generoso con il Signore, un po’ freddo e negligente in cose che riguardano Lui, cadendo in alcune colpe o imperfezioni; la felicità dell’anima di nuovo si offuscherebbe o sparirebbe, se Dio fosse come essa, soggetta a cambi o mutamenti.

Diceva la mistica santa Teresa: “Dio non cambia”. Così è stato e sempre sarà. Sarà sempre la bellezza, la bontà, la misericordia infinita; perfettissimo, sapientissimo, incomprensibile in tutti i suoi attributi. E sebbene le creature siano prive di queste qualità, e patiscano alterazioni e mutamenti, possono sempre parteciparle da Dio le anime che a Lui sono unite con l’amore. Dio è un mare infinito di perfezioni e di grandezze. Ma è anche un lago tranquillo per la sua inalterabile pace e tranquillità, e un monte altissimo di eterna immutabilità.

vanità e menzogna. Figli degli uomini! Perché siete tanto duri di cuore da amare la vanità, e cercate la menzogna, mentre siete stati creati per cose eterne, per l’eterna verità? Bellezza e glorie umane sono vanità che passano e che il tempo porta via; il tempo, che ha in sé il germe consumatore di distruzione che nessuno può trattenere. Menzogna è tutto ciò che finisce, poiché, per ingannare l’uomo, finge di essere qualcosa, ma gli ruba gli affetti del cuore, e infine lo lascia senza nulla, perché nel momento che finisce è per lui come se non fosse stato. “Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? Perché amate cose vane e cercate la menzogna?” (cf. Sal 4, 3). Non si spiega tanta cecità in esseri razionali, se non pensando che abbiano perduto il giudizio. Sono degni di compassione, come fossero infermi, quelli che per un amore ingannevole o per un piacere di un’ora, che a volte si pagano con mesi e anni di sacrifici, rinunciano a beni imperituri ed eterni.

Quante delusioni! Quante sofferenze, seguite da sofferenze maggiori! E tutto per un avvelenato piacere di un giorno! A questo si riducono anime create per beni eterni? Oh, se capissero che la vita presente non è che un’ombra che passa! Nella Sacra Scrittura si paragona la vita dell’uomo all’erba del campo, che al mattino fiorisce e verdeggia, e alla sera cade e si secca: “Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte. Li annienti: li sommergi nel sonno; sono come l’erba che germoglia al mattino: al mattino fiorisce, germoglia, alla sera è falciata e dissecca” (cf. Sal 89, 4-6).

gioia che non passa. La gioia di quelli che si rallegrano nel Signore non passa. La gioia di ieri è per essi un motivo di più e causa di maggior allegria per domani, perché hanno gioito nella verità, e la verità resta per sempre. Perché le pure gioie dello spirito, godute nel tempo, preludono e precorrono le gioie eterne nel cielo. Chi non ha provato qualche volta come si riempie di amarezza l’anima al ricordo di vani piaceri passati, e passati per sempre? Ben diceva un poeta:

Quanto presto se ne va il piacere,

e quanto, passato, addolora!…

Invece, il semplice ricordo dei giorni trascorsi nella pace del Signore è, per l’anima che ama, una sorgente inesauribile che rinnova e aumenta la sua felicità; felicità che scaturisce dall’amore, che unisce sempre più a Dio, a questo bene eterno che già esisteva prima che fossero fatti i monti e formata la terra; a quel Dio che è già esistito e che esisterà per i secoli eterni… Eterno è il Bene che ama, ed eterna la felicità in Lui. Quanto gode l’anima della sua eternità in seno all’Amore! Fin d’ora si compiace di ripetere a Dio con il Profeta: “da sempre e per sempre tu sei, Dio” (cf. Sal 89, 2). E aggiunge: “E io sarò con te per tutti i secoli, per sempre, per amarti e vivere nel tuo amore. Mille anni davanti a te sono come il giorno di ieri che è già passato” (cf. Sal 89, 4) . Dice sant’Agostino: “I tuoi anni sono un giorno; il tuo giorno, è oggi; il tuo oggi, l’eternità”. L’anima che ama, sa e comprende molto bene tutto questo, perché glielo rivela l’amore.

Malgrado la volubilità o l’incostanza delle persone, delle cose o dell’anima stessa, non per questo diminuisce o si altera la sua felicità, perché nasce da Dio, procede dall’Immutabile, da colui che è Amore eterno, e che, per essere tale, ama le sue creature e le amerà eternamente.

Amandomi Dio, perché è buono, non perché sia buono io, sono sicuro che mi amerà sempre, nonostante la mia indegnità e imperfezione. E quando mi pento delle mie colpe e mi addoloro, dolore e pentimento mi riescono dolci e gioiosi, e non mi impediscono di godere dell’amore; anzi l’intensificano e lo fanno più puro, per la certezza che Egli, non tenendo conto dei demeriti, mi ama lo stesso. E se oggi l’ho amato meno e l’ho servito peggio di ieri, Egli non cambia per questo; è sempre buono e mi ama sempre con lo stesso amore. Dio è eterno ed eterno è il suo amore, come eterna è anche la sua misericordia.

Certamente, l’anima non ha sempre la stessa esperienza dell’amore divino. Qualche volta esso si nasconde e l’anima non lo trova e non lo sente. Tuttavia, nessun godimento sensibile dell’amore è così grande come quello di sapere con certezza che Dio ci ama sempre e non può non amare chi lo invoca e confida in Lui. L’amore custodisce segreti così grandi che mai potrà esaurirsi la loro conoscenza per tutta l’eternità, perché anch’essi sono eterni…

luce e tenebre. Uno di questi misteriosi segreti che, già fin da questa terra, danno all’anima immensi e svariati godimenti, è che l’amore unisce in sé gli estremi più opposti. Unisce la debolezza e la fiacchezza umane con l’onnipotenza e la fortezza divine; unisce la luce con le tenebre, perché, essendo l’amore luce, non si lascia né vedere né conoscere da chi ce l’ha; unisce la vita con la morte, perché uccide e distrugge tutto nel tempo, ma d’altra parte rende eterna questa stessa vita temporale e tutto il resto, perché nell’amore niente si perde, niente si deteriora. Vi sono solo progressi che tendono costantemente alla sua perfezione, lanciando ad ogni momento l’anima che ama, nell’eternità, perché soltanto là l’amore giungerà alla sua pienezza.

Questi effetti ebbe l’amore anche nello stesso Gesù Cristo, Figlio di Dio. Viveva nel tempo, ma era nell’eternità. Conduceva una vita temporale, ed era la Vita eterna. Riuniva in sé l’impotenza di un debole e tenero bambino con la maestà dell’Onnipotente. Le ignominie, le sofferenze e le umiliazioni di una morte disonorevole su di una Croce, con le gioie della visione beatifica della Divinità e la gloria della patria celeste.

Dice lo Spirito Santo che “chi confida nel Signore è come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre” (cf. Sal 124, 1). La fiducia è amore. L’amore fa vivere colui che ama, fin da questa terra, nell’eterna sede dell’amore. E così, essendo eterno, l’amore eternizza già da questa terra colui che ama.

illuminando. Altra gioia, molto grande, che l’amore fa eterna nell’anima, si ha quando il Signore le manifesta il bene che essa ha fatto, la via di verità e giustizia che ha percorso. L’anima vede dietro di sé, in questa terra miserabile dove tanti vivono sepolti nelle tenebre dell’errore, come un baleno di luce splendente, che brilla e continuerà a brillare fino alla fine del mondo, per illuminare altre anime e attirarle all’amore divino. Illuminando così, l’anima aumenterà la gloria di Dio e il suo amore verso di Lui, finché l’Angelo del Signore verrà ad annunziare la fine dei tempi… Essa non vivrà più in questo mondo; godrà e riposerà tranquilla in seno a Dio, e al tempo stesso continuerà ad operare in questo mondo con le sue buone opere. Lo splendore del suo luminoso amore resterà per sempre; Continuerà sempre ad illuminare tanti che dormono nell’ombra della morte; mostrerà alle anime la via della vita e della verità, la via per dove passò Gesù, che è l’unico e vero cammino della vita. I giusti, “nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là” (cf. Sap 3, 7), accendendo il fuoco del divino amore negli aridi canneti che crescono nella valle di questo mondo.

Gesù venne al mondo per salvare le anime, e le sue opere sono così feconde che continueranno a dare frutto fino alla fine dei secoli. E questo frutto resterà eternamente.

Così voleva che operassero i suoi apostoli e discepoli, affinché, uniti a Lui, producessero un frutto duraturo. “Perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (cf. Gv 15, 16). E questo frutto essi produssero. Poi, come tutti, morirono, ma con le loro opere vivono ancora; continuano a produrre, nella Santa Chiesa, frutti che resteranno mentre dura il mondo, e quando questo finirà, si eterneranno per la loro gloria eterna; perché il frutto del bene rimane per sempre.

Se conoscessero, tanti poveri ciechi, assetati di felicità e di gloria, questa felicità e questa gloria! Se conoscessero questa felicità dell’anima che ha conosciuto a fondo e sperimentato il valore della grazia; che ha capito che un solo grado di grazia dà a Dio più gloria ed è per essa più vantaggioso e glorioso che se fabbricasse migliaia di mondi più belli di questo che abitiamo!

L’odore di Gesù che l’anima lascia su questa terra, è come una sorgente perenne di grazia, aperta da lei e da cui sempre sgorgherà grazia su grazia, per la gloria dell’amore che è stato la sua origine ed è per sempre la sua causa.

Voi che tanto vi affannate a che la vostra memoria resti gloriosa anche dopo la vostra morte, amate Dio, cercate la sua grazia e la sua gloria, perché solo questo rimane e risplende per sempre. Solo se farete così, si potrà dire di voi con il Sapiente: “I giusti vivono per sempre, la loro ricompensa è presso il Signore e l’Altissimo ha cura di loro” (cf. Sap 5, 15).

La discendenza di quelli che amano Dio sono le loro stesse opere. Tutti i loro atti, i loro pensieri e le loro parole sono come altrettanti figli loro che mai si estingueranno. Saranno il loro gaudio e la loro gloria, in questa vita e nell’altra. Perché il loro Signore, l’Amore al quale hanno servito, “regnerà per sempre” (cf. Sap 3, 8). E il regno dell’Amore non ha fine.


[1]* Cf. La Vida Sobrenatural, luglio 1930, pp. 18-25.

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