Libro Quarto – Un tesoro nascosto

UN TESORO NASCOSTO

Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo” (cf. Mt 13, 44)

Il regno dei cieli è il regno dell’amore. Il cielo è il luogo dove assolutamente e unicamente l’amore regna, impera e governa, essendo la vita e il tutto di quella patria beata. Similmente, l’amore è il cielo dove colui che ama trova tutte le sue delizie.

dare tutto in cambio. La prima gioia, quindi, dell’anima amante è il ritrovamento di questo preziosissimo tesoro, nascosto per tanti nel campo del mondo. Nascosto anche per molti che si dicono pii e devoti. Sì, anche per molti figli della Chiesa è nascosto il tesoro dell’amore divino, non da parte di Dio, ma per colpa loro. Perché non è possibile trovarlo, conoscerlo e godere delle sue ineffabili delizie limitandosi a non offendere Dio, a servirlo pigramente, facendo qualche cosa per Lui, ma senza darsi totalmente a Lui. Cioè senza mettere in pratica gli insegnamenti che il divino Maestro diede ai suoi discepoli a questo proposito, quando disse loro che bisogna vendere tutto quanto si ha per comprare il campo dove si trova il tesoro.

Molti, stanchi di girare inutilmente per i sentieri della vita in cerca di felicità, volgono lo sguardo alla Chiesa. Conoscono chiaramente che è lì dove unicamente si può trovare ciò che essi cercano e di cui hanno bisogno le loro anime affamate. Ma non vogliono vendere tutto, dare tutto, come bisogna fare, come ci avverte il Signore, per poter acquistare quel campo.

Non hanno il coraggio di fare come quel saggio mercante che “vende tutti i suoi averi e compra quel campo” (cf. Mt 13, 44).

Non facendo ciò che Gesù ci insegna, è impossibile scoprire i suoi tesori, né molto meno goderne. Le parole del divino Maestro sono chiare, molto chiare. Non ammettono alcun dubbio né interpretazione contraria. E’ necessario dare tutto, tutto, tutto quanto si ha (cf. Mt 13, 44), per entrare in possesso di questo gran bene. E’ necessario imitare quel buon mercante di perle che, trovandone una di gran valore, vende tutto quanto ha e la compra. “Trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra”(cf. Mt 13, 45). Se sapessero quelli che mercanteggiano che cosa perdono per non dare tutto! Senza dubbio non farebbero così, o almeno non sarebbero tanti quelli che fanno così.

indicibili gioie dell’amore. Ma l’anima che ama ha avuto la fortuna di non essere nel numero di quegli infelici. Ha dato tutto senza riserve per ottenere l’inestimabile tesoro dell’amore.

Anche se all’inizio la sua dedizione a Dio, sebbene totale, non è ancora perfetta, è già sufficiente per cominciare ad assaporare i frutti saporosi dell’amore, a scoprire gli arcani misteri della vita spirituale, e potersi rendere perfettamente conto del fatto che entra nel mondo della verità, della luce, di quelle realtà che sono state finora l’oggetto incessante di tutte le aspirazioni dell’anima sua…

La scoperta di realtà sempre nuove nel cammino verso la sua donazione totale a Dio sarà causa, nell’anima sua, delle ineffabili gioie dell’amore.

Ma queste delizie dell’anima nessuno potrà spiegarle debitamente, perché la parola umana è molto povera quando tratta delle cose dello spirito. Sono cose tali che, dette, perdono ciò che c’è in esse di più delicato e prezioso. Malgrado ciò, quello che si dirà crediamo che sarà sufficiente per accendere o ravvivare in qualche anima il desiderio di cercare di rendersi degna di gustare e godere di tanta fortuna, mediante la totale e indispensabile donazione di sé all’amore.

Tuttavia, questa che chiamiamo la prima gioia dell’amore si capirà più facilmente da quelle che tratteremo più avanti. Ma non tutti quelli che leggeranno le capiranno allo stesso modo, ma ciascuno capirà secondo la carità che possiede o la disposizione dell’anima sua.

le gioie del mondo. Chi non può formarsi un’idea del godimento che si prova quando si trova un bene da tanto tempo cercato e che ci è tanto necessario?

Qualcosa di simile si sente, anche se di ordine molto inferiore, quando si tratta di cose materiali, beni molto limitati, e che, a volte, di bene hanno solo l’apparenza. Lo ha provato in qualche modo l’uomo mondano, e lo stesso peccatore, per brevi momenti, quando ottengono o trovano ciò che appetiscono secondo i loro bassi desideri. Ne ha fatto esperienza il commerciante che ottiene qualcosa da cui si aspetta molto guadagno. Lo scienziato quando, dopo lunghe investigazioni, trova la soluzione del suo problema. E la madre o la sposa quando, piangendo la perdita di un figlio o dello sposo, subito può riabbracciarli, salvi dalla morte.

La gioia del patriarca Giacobbe, al vedere di nuovo il suo adorato figlio Giuseppe che credeva morto, fu tanto grande da fargli dire che gli bastava quel solo bene per morire contento.

quando si trova l’amore. In tutti questi casi, si tratta di gioie prodotte dall’acquisto di beni passeggeri e di poca importanza, essendo materiali. Ma bastano a dare un’idea del godimento spirituale di cui trattiamo. Sono solo pallidi riflessi, in confronto all’immensa felicità dell’anima quando, votata a Dio, trova in Lui l’amore.

I desideri, le aspirazioni interiori e tutte le ansie che invano ha cercato di soddisfare, talvolta per anni e anni, restano in quell’istante soddisfatti e compiuti…

Si è aperto davanti ai suoi occhi un vastissimo orizzonte e le sembra sentire che Dio le ripete le parole che disse un giorno al patriarca Abramo: “Alza gli occhi e dal luogo dove tu stai spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno, verso l’oriente e l’occidente. Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza per sempre” (cf. Gen 13, 14-15).

E poiché Dio è fedele alla sua parola, non avrà più segreti per quell’anima, se anch’essa sarà fedele nel cammino intrapreso. In un istante si sente in possesso di abbondantissime ricchezze che fino allora non aveva nemmeno sognato, felice e contenta di aver trovato tutto, dopo aver rinunciato a tutto, ritenendo cosa miserabile tutto ciò che era desiderabile al di fuori di questo bene. Ora l’anima dice con il salmista: “Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla bramo sulla terra. Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre” (cf. Sal 72, 25-26).

tutto nelle mani di dio. Quante preoccupazioni tormentano sempre il povero cuore umano! L’avvenire proprio o di persone care; il risultato di attività e impegni con gravi conseguenze; i dolori e le prove che ci attendono. Quante circostanze incerte che necessariamente devono accompagnare la nostra vita e la nostra morte!… Preoccupazioni che sono causa di penosi dubbi e timori!

Tutto termina e si risolve in modo favorevole e sicuro quando l’anima si dà totalmente a Dio, perché questa donazione totale di sé all’amore implica anche quella di tutte le proprie cose: del passato, dell’avvenire, della vita, della morte, del tempo, dell’eternità… Tutto, tutto resta in potere di Colui che è amore e tutto con amore compie, risolve e porta a buon fine. Il tutto dell’anima che si consacra all’amore resta a carico di Dio, di quel Dio che è amore per essenza.

All’anima resta solo l’obbligo di amare, di restare nell’amore del Padre celeste e di riposare in pace sul suo seno paterno, stretta fra quelle braccia che, mentre si offrono a lei per suo riposo, governano il mondo e dispongono tutti gli avvenimenti, senza che niente e nessuno possa sottrarsi alla sua azione, senza che un solo capello cada dalla sua testa senza che Lui lo voglia. “Nemmeno un capello del vostro capo perirà” (cf. Lc 21, 18).[1] Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio.

maria maddalena. In Maria Maddalena, la peccatrice del Vangelo, si può veder più chiaramente che in altri santi il godimento prodotto dalla scoperta del bene, dell’unico e vero bene: il divino amore.

Meno fortunata di noi, nessuno poteva indicarle, in modo concreto e preciso, come a noi ora il Vangelo, il campo in cui si nasconde il tesoro di cui hanno bisogno le anime per essere pienamente felici. Si sentiva venir meno, morire di fame, e si allontanava dall’unico alimento che poteva darle la vita, perché non conosceva il luogo dove si trovava.

Per questo, Colui che era venuto in cerca di cuori, uscì ad incontrarla. Incontro fortunato. Momento incomparabile. Mentre Gesù era a tavola in casa di Simone il fariseo, entra lì la peccatrice, si prostra ai piedi del Salvatore, che ella da allora chiamerà suo Maestro.

E lì, davanti a quei piedi benedetti, Maddalena trova il tesoro prezioso, perché trova l’amore e a Lui si dona dandogli tutto. Da allora non cercherà più altro. Si colmeranno allora con esso tutti i vuoti della sua anima assetata, perché è infinito il bene che ha trovato.

Questo fu il momento del suo totale abbandono all’amore. Ha trovato il bene che da tanto tempo cercava e che la farà per sempre felice. E comincia a gustare le pure gioie di quell’amore che estingue, in quello stesso istante che si possiede, ogni altro amore e desiderio…

Maddalena diede tutto, e diede se stessa, senza alcuna riserva. Generosamente, si priva di tutto all’istante, tutto disprezza e usa a servizio del Signore: i capelli, il profumo, la bellezza del suo volto, che non cessa di baciare finanche il suolo, i suoi splendidi occhi che avevano affascinati tanti sono pieni di lacrime. Con la più grande liberalità, dà tutto al Salvatore. Si dimentica della sua persona e della sua bellezza, e come una serva abituata ai più umili servizi, si china verso i piedi del Salvatore, li bagna con le sue lacrime di pentimento e, prendendo i bei capelli che cadono intorno al suo capo, asciuga quei piedi benedetti e da allora comincia per lei una vita nuova, dove troverà tutto e sempre.

l’abbraccio di dio. Amore doloroso e insieme gioioso! O amore che tutto dai e tutto ritrovi! Che tesoro sei fra tanti beni e tante ricchezze di ogni genere! Se questa fortunata penitente che aveva provato tutti i piaceri della vita, ci avesse detto alcune parole al momento in cui, ai piedi di Gesù, trovò la vera gioia, piacere sommo che contiene ogni altro piacere, certamente non sarebbero state diverse da quelle della sposa dei Cantici quando, dopo aver girato per vie e piazze, piena di gioia, esclamava: “Trovai l’amato del mio cuore. Lo strinsi fortemente e non lo lascerò” (cf. Ct 3, 4).

A questa stretta dell’anima amante al suo Dio, risponde Lui prendendo a sua volta l’anima con la sua destra e costringendola a dire con la forza dell’amore: “Mi hai preso per la mano destra” (cf. Sal 72, 23). O anche: “La sua sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia” (cf. Ct 2, 6; 8, 3). Che godimento inesprimibile prova l’anima in questo abbraccio, in questa reciproca donazione di Dio all’anima e dell’anima a Dio! “No, mai più lo lascerò” (cf. Ct 3, 4), ripete con tutta la forza del suo essere. Non lo lascerò, perché in Lui trovo tutto. E trovo tutto in Lui, perché per Lui tutto ho lasciato.

predilezione del maestro. Da allora cominciò per l’amante Maddalena il mistero della penitenza per mezzo dell’amore. Ma quel medesimo amore che era il suo doloroso tormento, era la sorgente delle sue più pure e ineffabili gioie.

Che cosa avrà sentito l’umile peccatrice al vedersi così corrisposta da quell’amabile Salvatore? Egli cercava asilo nella sua casa come per riposarsi in essa dei molti pericoli e fatiche del suo apostolato. Betania, la fortunata casa di Maddalena, era il luogo prediletto di Gesù… Questa è la ricompensa che usa dare il Signore a quelli che si consacrano totalmente al suo amore. Egli va a casa loro per colmarli di gaudio e per poterli ammettere liberamente alla sua intimità.

Chi potrà immaginare la felicità dell’amante penitente in quelle ore che passava ai piedi del Maestro, con lo sguardo fisso su quel volto divino? Il Salvatore si riposa nell’amore di Maddalena, ed ella, dopo aver tanto girato in cerca dell’amore, si riposa finalmente ai piedi di Gesù e il suo riposo è completo. Niente la preoccupa più. Tutto ha affidato a Lui: il passato, il presente e l’avvenire. E Lui la difende, la incoraggia e sempre si sente responsabile di lei.

Quando i discepoli mormorano per lo spargimento dell’unguento prezioso sul capo del Maestro, definendolo inutile sperpero, Gesù dice subito: “Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona” (cf. Mc 14, 6; Gv 12, 7). Intercede per lei davanti a Simone il fariseo, rivolgendole quelle consolanti parole che sono come una pubblica assoluzione di tutti i suoi peccati: “Ti sono perdonati i tuoi peccati… Va’ in pace” (cf. Lc 7, 48.50). E quando sua sorella Marta l’accusa di essere oziosa, Egli la difende, dicendo anche che: “Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta” (cf. Lc 10, 42). Chi potrà immaginare quanto avrà goduto ella, sentendo parlare così in suo favore il Maestro?

fiducia nell’amore. E’ un cumulo di misteri di amore, impossibili da descrivere, capaci di far struggere l’anima in gaudii purissimi! Misteri di amore racchiusi in queste scene, ripetute sempre ogni volta che un‘anima si dona in pieno all’amore divino. Dio può allora farsi sentire ad essa in tutto l’incanto della sua tenerezza infinita.

Dopo queste prove di amore, niente più è capace di turbare l’anima né di privarla del suo godimento. Ben può invitarla Gesù ad accompagnarlo ai tormenti, ai dolori e alla morte. Ella lo seguirà dappertutto senza timore. Il suo cuore non si spaventa più di fronte al dolore. Salirà con la Vergine Maria il Calvario, restando ferma al pie’ della Croce fino a raccogliere gli estremi respiri di Colui che ama. E quando lo vedrà morto, si manterrà ferma anche nelle prove, come l’amante Maddalena in attesa della sua risurrezione, fino a rivederlo risorto e ad abbracciare i suoi piedi benedetti, come faceva prima. Aspetterà, ferma nella fede, perché l’amore che tutto dà, tutto spera e tutto ottiene.

Con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio” (cf. Lc 6, 38). Per questo, l’anima che ha dato tutto, vive sempre tranquilla, anche se non gode della presenza dell’Amato. Sa che cadrà il cielo e la terra prima che Dio manchi di darsi in questo modo all’anima che lo cerca per amarlo e vivere nel suo amore.


[1] Cf. anche At 27, 34: “Neanche un capello del vostro capo andrà perduto”.

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