Libro Secondo – Vita nascosta

VITA NASCOSTA[1]*

La vostra vita è nascosta con Cristo in Dio (cf. Col 3, 3)

il nascondimento, clima dell’amore. Stare nascosti agli occhi di tutti e isolarsi con chi si ama, è una proprietà e una delle più ardenti e continue aspirazioni dell’amante. Per l’anima che possiede l’amore divino, la vita intima, segreta e occulta in Dio costituisce la sostanza dell’amore stesso e la sorgente da dove sgorgano tutte le sue gioie più pure, ineffabili e delicate. Vivendo nascosta in Dio, e non sola ma “con Cristo”, con quel Gesù in cui il Padre trova tutte le sue compiacenze, e in Lui nascosta come sotto un manto di misericordia e di amore, è certo che Dio si compiacerà anche dell’amore imperfetto della sua povera creatura. L’anima che ama, dice: “In quel Gesù al quale io vivo unita, io trovo tutto; in Lui ci sono spazi immensi da percorrere, orizzonti infiniti dove posso ammirare bellezze e meraviglie sempre nuove che non è possibile trovare in tutto l’universo materiale”.

Nessuno, tranne chi lo prova, conosce le gioie dell’amore, i suoi incanti e bellezze, perché sono tutti segreti e così nascosti che non li conosce nemmeno chi li possiede, se esce da questo deserto interiore.

E a misura che l’amore va purificandosi e perfezionandosi, tanto più nascoste sono le sue ineffabili gioie. Nessuno vede nulla, né si accorge di nulla; e all’anima amante nella sua solitudine interiore, le si rivelano, ad ogni istante, mondi di meraviglie sempre nuove. Così l’anima capisce che solo lì potrà vedere realizzate le sue grandi aspirazioni e lì è anche dove queste aumentano fino all’infinito.

Vorrebbe che tutti conoscessero questo luogo di pace e di riposo, questa fortezza inespugnabile dove non possono penetrare i dardi del nemico. Vorrebbe guadagnare anime all’amore di Dio; vorrebbe che tutti i cuori si consumassero nel suo divin fuoco; vorrebbe dare a Dio, da parte di tutti, tutta la gloria che Egli merita. Riconosce che è nulla e nulla può, ma, nascosta in Gesù, vede sparire la sua impotenza: in Colui che tutto può, l’anima amante vede realizzabili tutti i suoi desideri.

Così deve essere; poiché è certo che fra quelli che si amano c’è come un’insistente gara a compiacersi mutuamente e a soddisfarsi l’un l’altro in tutti i più minimi desideri e inclinazioni. Non manca, certo, questo carattere nell’amore divino. L’anima che ama, ad altro non aspira che a nascondersi in Dio, e in Lui occultarsi sempre più agli sguardi di tutti. E sapendo che questo è secondo il desiderio più vivo del Cuore del Signore, corre con gioia ad isolarsi in questo deserto interiore. Quanto più vi si inoltra e vede scomparire tutto il creato, compresa se stessa, tanto più scopre tesori e ricchezze che può raccogliere a piene mani, per dar gloria al Signore. Solo qui, in questa solitudine, quando già tutte le creature sono sparite dalla sua vista, e l’anima opera solo sotto lo sguardo divino del Dio nascosto, solo qui è dove potrà offrire allo Sposo i fiori di tutte le virtù, come Lui li desidera, cioè con tutta la loro freschezza e profumo, senza che nessuno li abbia prima toccati gustandone la fragranza.

Fra gli infiniti privilegi e proprietà dell’amore divino, uno di quelli più graditi all’anima che deve vivere in un mondo cieco, che non vede né sente più di quanto percepisce con gli occhi materiali, perché, come dice l’apostolo Paolo: “L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio” (cf. 1 Cor 2, 14), è il sapere che nascostamente, senza che nessuno si accorga di niente, essa può ricevere questa emanazione dell’Eterno Amore; che può percorrere tutti i gradi di questo stesso amore, fino ad arrivare al suo vertice, dilatandosi ed estendendosi, restando al tempo stesso nascosta, senza che alcun occhio umano conosca la forza che spinge quell’anima, gli ardori in cui vive bruciata.

vantaggi del nascondimento. Questa proprietà dell’amore divino, quanto è gradita, ripetiamo, all’anima amante! Se così non fosse, se non si potesse realizzare tutto il suo meraviglioso processo in segreto, quanto penoso sarebbe spesso alla povera creatura amare il suo Dio! E’ così sconosciuto l’amore divino e i suoi caratteri, dagli uomini… che ad ogni passo l’anima troverebbe ostacoli, nemici, che le impedirebbero il cammino. Ma non è così. Faccia il mondo ciò che vuole, per quanto si impegnino i cattivi, e a volte anche i buoni, a contraddire, ingannare o impaurire quelli che vanno per la via maestra della carità e non cercano altro che amare e crescere sempre nell’amore di Dio, niente possono contro di loro. L’amore continua sempre, tranquillo, il suo corso progressivo, nascosto là dove risiede. Senza che i suoi nemici se ne rendano conto, sono essi stessi che lo aiutano, lo favoriscono e lo fanno correre più speditamente. Così gli amici di Cristo riescono a raggiungere più presto il vertice a cui aspirano e a goderne più pienamente le delizie.

Così è senza dubbio, e tutti quelli che amano Dio lo sanno per esperienza, e lo sanno anche dal S. Vangelo, il quale ci dichiara che Nostro Signore Gesù Cristo amò tanto Dio suo Padre quanto nessuno mai potrà amare, ma il suo amore fu tanto nascosto nel suo divin Cuore che gli uomini non lo conobbero. Era racchiuso in Lui tutto il fuoco di quell’amore che era venuto ad accendere in terra, e che gli uomini non vollero ricevere
(cf. Gv 1, 11).

Nessuno conobbe il suo amore, quando venne qui in terra. Era ancora chiuso nel seno verginale di Maria, quando andava bussando di porta in porta, per mezzo del Patriarca san Giuseppe, suo padre adottivo, chiedendo un posto per far entrare nel mondo l’Eterno Amore, nessuno gli aprì. Restava così nascosta la sua grandezza, chiusa nel seno di quella umile giovinetta, che nessuno conobbe, né il Figlio né la Madre. Se poi entriamo nella povera casa di Nazareth, là sì che si vede la più sublime scuola dell’amore nascosto. Ci sono là tre cuori, forni ardenti del più puro amore: Gesù, Maria e Giuseppe. Ma, di così grandi incendi di amore, che cosa si vede? Nulla; tutto resta nascosto e tanto nascosto che nessuno si occupa di loro, riconoscendoli solo come poveri artigiani. E quando gli anziani e i dottori di Gerusalemme si stupirono di udire un bambino di dodici anni parlare da maestro, spiegando loro punti della Sacra Scrittura che essi non capivano, da che proveniva quello stupore se non perché Gesù stava in mezzo agli uomini, così nascosto che non lo riconobbero? Se lo avessero riconosciuto, non si sarebbero stupiti.

il nascondimento, forza dell’amore. L’amore fa agire quando è necessario. Muove ciascuno a compiere la missione affidatagli dal cielo; ma lui resta nascosto nell’intimo dell’anima, senza che lo vedano altri occhi che quelli di Dio. Quando Dio voleva glorificare il suo Figlio manifestando qualche raggio della sua divina gloria, Gesù imponeva silenzio ai presenti e subito scompariva per ritirarsi e nascondersi. Ne sono testimoni i discepoli di Emmaus, quando Gesù, da pellegrino, si accompagnò con loro.

Questo passo del Vangelo ha una tale attrattiva che, quando si rilegge, sembra sempre nuovo e, per poco che un cuore ami Dio, è impossibile non sentirsi più fortemente incatenati da quell’amore che usa tali industrie per farsi amare di più. Dice il Testo che nel momento che lo riconobbero, Egli sparì dalla loro vista. Ma come li lasciò? – “Essi si dissero l’un l’altro: Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (cf. Lc 24, 32). O Gesù, permettimi di chiederti: perché ti meravigliasti un giorno del fatto che i tuoi Apostoli non ti conoscevano, dicendo loro: “Da tanto tempo sono con voi e ancora non mi avete conosciuto?” (cf. Gv 14, 9), mentre al tempo stesso con tanta cura ti nascondi? Perché, invece di estraniarti, non lasci uscire dal tuo Cuore una scintilla di quel fuoco in cui arde e lo consuma per noi, e dalla tua persona un raggio della tua sovrumana bellezza? Sei venuto per essere nostro Maestro e Guida; terminerai la tua vita senza farti conoscere? Lascia una volta di nasconderti, rivela agli uomini la tua divina grandezza, la tua bellezza, il tuo amore, e tutti subito ti ameranno.

Riflettiamo, noi suoi discepoli, sulle ultime lezioni che la Verità Eterna ci dà; meditiamo come tanto più si nasconde sotto forme meravigliose quanto più si avvicina alla sua più alta intensità. E’ arrivata l’ora di manifestarsi e mostrare a tutti come si ama. Ma quanto misteriosa è la maniera di manifestarsi! E’ consegnato alla morte da un discepolo che lo tradisce, e nessuno riconosce la sua innocenza e lo difende. Sale sull’altura del Calvario, carico della croce sulla quale deve essere immolato, e nessuno corre a liberarlo da quel legno infame, a proclamare la sua innocenza, e gridare che l’unica colpa di quel Condannato è di amare all’eccesso gli uomini. Giunge infine al luogo del supplizio dove viene trattato alla pari dei ladri più abietti: “Fu annoverato tra i malfattori” (cf. Lc 22, 37).

L’Amore visse in mezzo a noi, passò su questa terra e compì il corso della sua vita mortale, consumandosi nelle sue stesse fiamme, e rimanendo nascosto. Questo modo di agire da parte dell’Amore è il grande mistero “nascosto da secoli e generazioni”, di cui parla san Paolo Apostolo, e rivelato solo a pochi, ma “ora manifestato ai suoi santi”, cioè a coloro che amano Dio (cf. Col 1, 26). Prima di immolarsi sul Calvario, la Vittima divina dell’amore aveva detto: “Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (cf. Gv 12, 32). O Gesù, hai dato già la vita su quella Croce, elevato da terra a vista di tutti; si compiano dunque le tue parole: che tutti i cuori ti amino e si consacrino a Te.

Sì, lo amerebbero tutti, perché questo fuoco basta a riscaldare più di mille mondi; ma è un segreto di Dio, e per sondarlo e ottenerne gli effetti è necessario addentrarsi nel deserto interiore dell’anima, dove opera e parla l’amore. Qui nascosto, insieme a Cristo in Dio, il cristiano fedele conoscerà fino a che punto Dio lo ama e lo fa ardere del suo amore. Di quell’amore, “forte come la morte” (cf. Ct 8, 6), poiché l’unica causa che lo produce è Dio, amore per essenza, ovvero il suo stesso Amore che si diffonde nell’anima nostra e a Lui ritorna. Questo è il luogo dove sorge e vive il vero amore di Dio. E perciò, le anime che amano veramente non trovano riposo né pace al di fuori di questa solitudine interiore, di questa vita nascosta.


[1]* Cf. La Vida Sobrenatural, maggio 1926, pp. 289-295.

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