Libro Sesto – Il Compagno

IL COMPAGNO

Darà ordine ai suoi angeli di custodirti (cf. Sal 90, 11)

Fra i tanti modi con cui Dio manifesta il suo amore all’uomo, sua creatura, e il desiderio che ha del suo bene temporale ed eterno, molto importante è quello di averci inviato uno spirito celeste, di quelli che assistono al suo trono e vedono sempre il suo volto. “Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi” (cf. Sal 90, 11).

Come un padre che deve inviare un figlio ad un lungo, pericoloso e sconosciuto viaggio, prende le precauzioni perché abbia una guida che lo conduca, lo animi, lo difenda dai nemici che possono assalirlo per via, fino a riportarlo sano e salvo alla casa paterna, allo stesso modo il nostro Padre celeste ci ha assegnato un servo della sua corte che ci accompagni durante il lungo e pericoloso viaggio dal tempo all’eternità.

Ogni uomo che nasce è un pellegrino nuovo, ignorante del cammino da percorrere, spesso solo e indifeso. Perché nella vita ci sono circostanze in cui c’è solitudine e incertezze, perché nessuno può vedere, capire e risolvere i problemi intimi di ogni anima, le prove a cui Dio la sottopone. Ogni anima è sola, perché è essa che deve rispondere a Dio e seguire sola il suo cammino. Dio mio! Nell’intricato cammino spirituale che conduce dalla terra al cielo, che sarebbe stato dell’anima mia, e di tante altre, con l’ansia nel cuore delle cose celesti, al vedersi tanto lontani, tanto terra terra, tanto deboli e incapaci di elevarsi? E se, anche disponendo di un simile compagno di viaggio, sono tante le anime che si scoraggiano e si perdono per strada, che sarebbe stato senza di lui?

Solo all’indefettibile luce di Dio conosceremo ciò che ha fatto per ciascuno di noi il nostro Angelo Custode! Custode, perché la sua continua occupazione è di custodirci e difenderci in questo viaggio verso la patria.

Ho un Principe della corte celeste che sempre, di giorno e di notte, veglia su di me, a cui posso ricorrere senza timore e, con un certo diritto, perché è mio; è per me.

Un’idea di ciò che gli Angeli fanno per noi possiamo formarcela considerando ciò che fece con il giovane Tobia l’Arcangelo S. Raffaele. Fu un caso straordinario, ma quanti ce ne saranno di questi, pur non vedendoli tanto chiaramente, e non è necessario, essendoci già tante prove certe della loro assistenza?

Mentre viviamo in carne mortale, essi sanno bene, per incarico del Padre celeste, che non ci basta che essi ci stiano accanto e ci aiutino solo a pregare bene, ad adorare e benedire Dio, o a coprirci con le loro ali durante il riposo notturno, come ci insegnavano da bambini. Durante la vita, bisogna andare per molte strade sconosciute, fra nemici; bisogna orientarci con discernimento verso lo stato che il cielo ci ha destinato. In questo intervengono e ci aiutano gli Angeli, affinché tutto ci serva per glorificare Dio, per compiere la sua santissima volontà e andare per la strada che a ciascuno ha segnato il nostro Padre celeste.

Dobbiamo anche imitare la docilità con cui Tobia seguiva la sua guida, pur ignorando che era un angelo. Quando gli disse: “Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore” (cf. Tb 12, 15), sparì all’istante.

Quanti angeli incontriamo a volte nella vita, nascosti sotto le forme umane, per guidarci nel cammino verso il cielo! Ciò che interessa è conoscerli e lasciarci guidare. Non è difficile per chi cerca Dio ed è devoto del suo Angelo.

Quando si conoscono le vie del Signore, che sono luce e verità, pur incontrando in esse rinuncia e sacrificio, la grazia dà un tatto speciale per discernere i consigli, le parole, gli esempi di qualche angelo che Dio pone al nostro fianco.

Come si rallegra il fedele compagno della nostra vita quando vede che sappiamo conoscere questi inviati speciali che lui, con le sue preghiere, ci ha ottenuto dalla divina bontà!

L’anima poco raccolta interiormente si espone a lasciar passare queste provvidenziali circostanze, non curando le ispirazioni del suo Angelo e andando in cerca di altri mezzi, in sé non cattivi ma inutili, perché non inclusi nel piano che la Provvidenza aveva previsto per lui.

Il nostro errore su questo punto è dovuto al prevalere di una vita sensitiva e poco mortificata. Le mozioni spirituali sono molto blande e richiedono il silenzio dei sensi. Per questo, bisogna tener vivo il ricordo del Compagno e aiuto che Dio ci ha dato per la nostra santificazione, raccomandandoci a lui con frequenza, con fede e fiducia per evitare il grave pregiudizio di girare a vuoto nella nostra vita spirituale senza avanzare.

La perdita di tempo e di energia è un male molto grande. Per non incorrere in esso, il Signore ci ha dato molti aiuti. Uno è quello del nostro Angelo e anche quello delle persone con cui trattiamo. Quanti nostri affari otterrebbero miglior risultato se invece di impiegare tante industrie umane, ci rivolgessimo al nostro Angelo e alle persone con cui dobbiamo trattare, affinché ci inducano a fare ciò che è meglio per tutti!

Che grandezza quella della nostra santa religione e della bontà infinita di Dio! In confronto ad essa, quanto è fiacca la nostra corrispondenza! Se andiamo in giro per le vie delle nostre città, per i luoghi di divertimento pieni di gente, e pensiamo che anche lì ci sono tanti Angeli dimenticati, obbligati a presenziare naufraghi dell’innocenza e del pudore, non ci stupirebbe che Dio si lamenta e minaccia castighi. Il peccato dell’impurità è quello che più hanno in orrore i nostri Angeli e gli Angeli di coloro che scandalizziamo.

Gridano vendetta al trono di Dio. Dice il Signore: “Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui” (cf. Es 23, 20-21). Quegli spiriti purissimi, santissimi, che stanno contemplando il volto di Dio, devono vedere anche ciò che Dio aborrisce.

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