Libro Sesto – Il Servo

IL SERVO

Saldo è il mio cuore, Dio, saldo è il mio cuore” (cf. Sal 107, 2)

Dio solo è il Padrone. Noi tutti siamo suoi servi. Siamo servi, e pertanto dobbiamo essere sempre disposti a ricevere i suoi ordini e a compierli. Questa disposizione è il buon tesoro che è nel nostro cuore e di cui parla Gesù nel Vangelo: “L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone” (cf. Mt 12, 35). A che serve dire Signore, Signore, se poi non facciamo ciò che Dio vuole? Quante esistenze perdute! Quanta santità frustrata, quanti cuori infranti, amareggiati, trascinano la vita, forse mormorando della loro mala sorte, senza il conforto delle speranze eterne, senza meta fissa, senza energia né forza per qualcosa di grande! Povere anime! Gesù, Maestro divino, ce ne avvertì chiaramente. Disse che è necessario scavare molto profondo e porre le fondamenta della propria casa sulla dura roccia, affinché né inondazioni né tempeste di vento possano atterrarla: “Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia” (cf. Mt 7, 24-25). Questo scavo profondo, fondamento e base di ogni vita spirituale, è la volontà di Dio. E’ stare sempre davanti a Lui come un servo che tiene gli occhi fissi sul suo Signore per compiere i suoi ordini. Così devono stare fissi i nostri occhi su Dio nostro Signore.

Dio non dimentica nessuna anima. Per ogni essere che viene alla vita, Egli tiene preparato un cammino che deve percorrere, con i suoi lumi, con la sua grazia e con tutti i mezzi per portarlo a termine. Che consolazione dovrebbe essere per tutti questo pensiero!

Non sto su questa terra per una casualità, perché i miei genitori si sposarono ed ebbero un figlio fra altri. Nulla succede a caso: siamo figli di Dio, della divina Provvidenza che tutto governa e dispone per il nostro bene e per la sua gloria. Venimmo alla luce perché Lui così volle e nel momento che aveva stabilito. Da quel momento entrammo nel nostro cammino tracciato da Lui, dal suo amore. Felici quelli che non deviano da esso, ma lo seguono in tutti i suoi dettagli, senza temere altro che allontanarsene. Quando l’anima starà davanti al divino Giudice, questi non le chiederà tanto conto di ciò che ha fatto, quanto piuttosto di come ha fatto ciò che Lui voleva; se ha compiuto la sua missione. Questa deve essere la preoccupazione di ciascuno: conoscerla e compierla. Dedicarsi ad essa con generosità, senza timore, senza dubbi sull’avvenire. Questo non è solo un cammino; è una marcia gloriosa che ci conduce alla più nobile vittoria.

All’inizio di questo percorso ci sono errori, ci sono scoraggiamenti, equivoci. Talvolta, per falso orientamento dei consiglieri, ma per lo più, quasi sempre, è per viltà, per infedeltà dell’anima e per amor proprio. La Croce l’adoriamo e la baciamo volentieri, ma quando arriva il momento di dovercela caricare sulle spalle per seguire Gesù, la natura si spaventa e retrocede come il giovane ricco del Vangelo. Povere anime! Avete avuto paura della croce di Gesù e ne incontrerete un’infinità da parte del mondo, che non aiuta a portarle. Vi troverete sole, perché non seguirete il cammino di Gesù, nel quale Egli va sempre davanti, carico della sua Croce, per incoraggiare i suoi seguaci. Quante lotte, quante prove e sofferenze, e quanto costa loro la salvezza! Sono vite smarrite, senza bussola di orientamento, alla deriva.

E’ così sicura la guida di Dio per chi vuole lasciarsi guidare!… Egli agisce senza far violenza, chiama, invita senza comandare, attira con la pace e la grazia. Quando uno vuole amare e rifiuta Lui, ogni altro amore gli provocherà rivolte e agitazioni; porterà una pesante croce senza profitto. “Saggio di mente, potente per la forza, chi s’è opposto a lui ed è rimasto salvo?” (cf. Gb 9, 4).

A volte, sotto apparenze di bene, si adducono mille ragioni e pretesti: per umiltà, perché non ne sono capace, perché non mi conoscono, perché non valgo per questa cose ecc. Pretesti! Una volta conosciuta la volontà di Dio, o per gli ordini dei Superiori, o per le circostanze, bisogna vincersi e superare tutto per amore di Colui che vogliamo seguire. Gesù, nostro Maestro divino, visse sempre nella rinuncia della propria volontà per fare sempre quella del suo divin Padre. Lui stesso lo dichiarò molte volte, dicendo che non era venuto che per compiere la volontà del Padre suo. L’anima retta che cerca Dio non cadrà in errore su questo punto; potrà conoscere senza dubbio la volontà di Dio e potrà compierla. Dio non permette che s’inganni chi vuole sinceramente compiere il divino volere, mirando a non voler stravolgere i disegni di Dio su di lui, preparati con sapienza e amore infiniti. E’ un punto tanto importante che Gesù, nella preghiera del “Padre Nostro”, ci ordinò di chiedere al Padre, fra l’altro, che si faccia la sua volontà in terra come in cielo (cf. Mt 6, 10).

Noi non diamo tanta importanza a questa petizione. E pensare che è il nostro cammino sicuro per andare a Dio! E non solo in cose importanti, come la scelta dello stato, la professione o il mestiere a cui dedicarci, ma anche nelle cose della vita ordinaria. Ogni atto, parola, ogni opera, ha ripercussione in persone e cose che a loro volta si ripercuotono in altri. Ogni cosa lascia un’impressione che può riprodursi, in bene o in male, e le conseguenze sono eterne. Dio mio! Alla luce di questa verità, come si impone il dovere di controllare tutti i nostri atti, affinché tutti procedano dall’impulso soprannaturale della grazia! Sembra cosa di poca importanza stare in un posto o in un altro, viaggiare oggi o domani, parlare o tacere. Variano, in ogni caso, le persone e le cose con cui mi trovo in contatto, e quindi anche il fare loro quel bene che Dio voleva si facesse per mezzo mio.

Per poco che si rifletta, potremo vedere come, in molte circostanze della nostra vita, abbiamo comprovato questa temibile verità, che ci fa dire: chi l’avrebbe pensato! Chi l’avrebbe detto che per essere andato in quel luogo, per aver detto tale cosa, doveva accadere questo o quello, che cambiò il corso delle mie idee, lo stile della mia vita, o quella di altri! Se tutte queste conseguenze e cambiamenti sono nell’ordine che la Provvidenza ha disposto, molto bene. Se per passione, per indipendenza, per capriccio, ho turbato quest’ordine, per me o per altri, che disgrazia! Quanta energia ci vuole per ritornare sulla retta via, e riparare le conseguenze dei propri traviamenti! Per orgoglio, di solito, si devia, e solo con l’umiltà si può ricuperare quanto si è perduto. Umiliarsi davanti a Dio non costa molto. Che cosa siamo davanti a Lui? Ma umiliarsi davanti agli uomini, abbassarsi, riconoscere le proprie colpe, dire sinceramente: ho sbagliato, mi sono lasciato prendere dall’amor proprio, dalla passione, questo costa davvero di più. L’amor proprio lo portiamo dentro, ci segue dappertutto, finanche davanti a Dio, nella preghiera.

Diceva S. Agostino: “Il migliore fra i vostri servi è quello che cerca non tanto di udire da voi ciò che egli desidera e vuole, ma di volere e fare ciò che egli sente da voi”. Perché solo il volere di Dio è santo e santificatore.

Chi compì con tutta perfezione questo sublime insegnamento fu la Vergine fedele, Madre della grazia e madre nostra. A Lei – a Maria – chiediamo tutti i giorni che ci aiuti a percorrere con fedeltà il nostro cammino, tracciato dalla bontà di Dio.

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