L’Apostola della Santità

•settembre 14, 2008 • Commenti disabilitati su L’Apostola della Santità
Maria Giuseppina Teresa Marcucci, al secolo Madre Maddalena di Gesù

Maria Giuseppina Teresa Marcucci, al secolo Madre Maddalena di Gesù

Cenni biografici

Maria Giuseppina Teresa Marcucci,che da Passionista prese il nome di Maria Maddalena di Gesù Sacramentato è nata il 24 Aprile 1888 a S. Gemigliano di Moriano (LU) e fu battezzata due giorni dopo, il 26 aprile, nella pieve di Sesto di Moriano (LU). Amò e promosse come nessun altro il carisma della contemplazione della passione del Signore. E’ fondatrice di 2 monasteri in spagna e confondatrice di Altri 3. Durante il suo superiorato a Lucca, dal 1935 al 1940, lei lucchese, ebbe la gioia e l’onore di far costruire, fuori Porta Elisa, il monastero delle Passioniste come pure il santuario della sua concittadina, santa Gemma Galgani, completato e abbellito in seguito.Scrisse moltissimo per diffondere il radioso ideale della santità. La sua autobiografia, dal bel titolo “Apostola dell’amore“, è definita dai teologi domenicani di Salamanca: “L’opera più sublime…che sia mai stata scritta sull’amore di Dio per le creature“. E’ morta a Madrid il 10 febbraio 1960, poco prima di compiere 72 anni.

(Altre informazioni sulla vita QUI)

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Introduzione alla figura ed opera di Madre Maddalena Marcucci

Un confronto quanto mai utile

– Tutti abbiamo bisogno di incontrare persone autentiche e quando capita di incontrarne una, essa ci fa davvero crescere. Il dono più grande che si può avere occupandosi di Maria Maddalena Marcucci è sicuramente quello di incontrare una di queste persone autentiche che favoriscono e danno in pratica una svolta positiva alla nostra storia.

– Pure la conoscenza e il confronto con la sua spiritualità della santità intesa quale amore giova tantissimo. Madre Maddalena vuole assolutamente che si tolga il brutto vezzo di lodare una persona o di farla santa a scapito o parlando male delle altre. Una spiritualità del genere, ariosa e positiva, è quella di cui abbiamo urgente bisogno noi oggi, immersi come siamo in una problematicità negativa, depressa, pessimista e persino cattiva. Abbiamo bisogno di ricreare spazi in cui circoli amore e questo ci faccia respirare e vivere.

Questa è la radiosa spiritualità che Madre Maddalena ha vissuto e di cui ci fa dono.

Forse più di qualcuno si chiederà che cosa possa offrire Madre Maddalena Marcucci al mondo d’oggi e può restare incerto e dubbioso se deve dare fiducia o anche solo interessarsi di un personaggio del genere, appena viene a sapere che si tratta di una religiosa, anzi di una monaca di clausura e per di più passionista, quindi con i caratteri di un espressa unilateralità contemplativa. Eppure, per quanto riguarda Madre Maddalena Marcucci, siamo sicuri che se si sospendono i pregiudizi e se si supera un iniziale sentimento se non avverso quantomeno prudenziale, nella misura in cui ci si inoltrerà nella lettura dei suoi scritti e nello studio della sua vicenda umana, si scoprirà e riconoscerà che non è stato tempo perso l’essersi fermati ad ascoltarla o consultarla, al contrario un arricchimento davvero abbondante e straordinario.

In ogni caso è bene chiedersi che cosa dice o può dire una monaca di clausura alle ragazze e alle donne moderne? Che cosa può dire ai giovani d’oggi, agli uomini d’oggi?

Sì, subito, sembra che una monaca di clausura non abbia da dire niente, mentre se si considerano con calma le cose, risulterà evidente a tutti che una monaca passionista di clausura come è stata lei ha invece da dire molto, che è tanto prezioso e grazioso, proprio alle persone che a prima vista sembrava che non potesse dire nulla come alle donne di oggi, alle ragazze di oggi, ai giovani di oggi e persino agli uomini di oggi.

Per sapersi introdurre in senso attuale e contestualizzato nell’esplorazione del messaggio di Madre Maddalena può essere utile una sentenza di Gilbert Keith Chesterton, con la quale rileva:

Il paradosso della santità è che ogni generazione è convertita dal santo che maggiormente la contraddice“.

In questo senso continua egli:

Il santo è una medicina perché è un antidoto. Ed è per questo anche che il santo è spesso un martire; viene scambiato per un veleno proprio perché è un antidoto (…). Eppure ogni generazione cerca il suo santo d’istinto, ed egli non rappresenta tanto ciò che la gente vuole, quanto ciò di cui essa ha bisogno” (cf. Osservatore Romano, sabato 17 novembre 2007, pag. 5).

Chesterton con molta arguzia fa presente che noi oggi viviamo in un mondo in cui si ha bisogno di santi “al contrario”! I mali e i malanni del nostro mondo sono tanti e tali che non gli resta che implorare santi “al contrario”, ossia persone competenti che lo curino, gli siano di antidoto, di medicina! Se il mondo di oggi ha bisogno estremo di santi “al contrario”, perché solo questi santi lo aiutano e lo curano, allora esso ha bisogno di personalità sapienti come è stata Madre Maddalena, la quale sicuramente è da qualificarsi una “santa contraria”, perché fu una donna di clausura, ossia una donna per convinzione e scelta “antimondana”.

In effetti, per limitarsi ad un esempio, la società troppo attivista come la nostra, per non impazzire, ha presto o tardi bisogno di un contrappeso ossia di farsi curare e integrarsi con un santo contrario, precisamente con “una contemplativa unilaterale”, ossia radicale e assoluta, di Colui che è stato crocifisso per le nostre cattiverie e peccaminosità, come è Madre Maddalena!

Essa dona alle ragazze, alle donne di oggi, ai giovani d’oggi, agli uomini d’oggi, il messaggio della preghiera. La preghiera fa fiorire la gioia e dà forza. La preghiera è come il cemento nelle fondamenta di una casa: più ne metti, più è forte. Il fondamento non si vede, eppure dà sicurezza. La stessa cosa vale per la preghiera: dà forza di vivere e di continuare a impegnarsi.

Alcuni passaggi nodali della sua vita e spiritualità

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1. Innanzitutto, come ogni altra persona, anche Madre Maddalena dovette incominciare ad occuparsi di se stessa e maturare alla luce del vangelo e della devozione mariana la sua femminilità nei termini di tenerezza e totalità. Nella autobiografia si incontrano preziosi accenni alla sua straordinaria devozione alla Madre del Signore e indicazioni concrete per

saperla valorizzare quale fonte di sapienza celeste, esperienza di consolazione e dono di accompagnamento e di protezione.

2. In secondo luogo per far trionfare la grazia anche per lei fu necessario affrontare e superare la fase dell’adagiarsi e dell’accontentarsi, in una parola della mediocrità. Le obiezioni che Maddalena poneva a se stessa quando sentiva nascere dal suo interno il bisogno di un cammino di finezza spirituale, di qualcosa in più rispetto a quello che già la vita normale e quotidiana richiede, erano più o meno sempre le stesse e si riducevano a richiamarla al buon senso, ad essere ragionevole, al non voler esagerare, e in ultimo si concentravano nella provocazione: «Perché tormentarsi per qualcosa di diverso, quando è già tanto fare bene il proprio dovere quotidiano?». Le risposte che le venivano fornite, quando chiedeva consiglio su come in concreto amare di più, erano più o meno sempre le stesse: «Basta la norma». L’esperienza dice che chi vuole troppo corre il rischio di rovinare tutto. Si dà il caso anzi non infrequente che chi vuole il massimo sia poi o diventi peggiore degli altri che cercano di seguire la via normale. Solo con il tempo riuscì a trovare la giusta soluzione, che le permise di accogliere la chiamata del Maestro interiore che la invitava alla generosità, evitando di cadere negli errori paventati, come quello di battere un cammino mancante di equilibrio e di razionalità o di perdere la salute o altro. La lotta per non accontentarsi della mediocrità fu lunga e fu una lotta per non rinunciare all’amore perfetto. La vittoria sulla mediocrità, essendo stata una tappa e una conquista molto importante, viene annotata da Madre Maddalena sotto forma di voto. C’è da rilevare che propriamente tutte le tappe fondamentali di maturità e le conquiste molto importanti, che nella sua storia spirituale arrivano a porsi quali punti fermi di pensiero e di azione, vengono annotate da lei sotto forma solenne di voto. Scrive:

«Lo stesso giorno che feci il voto, appuntai come ricordo quello che segue: «Sabato 12 dicembre 1919 = Il trionfo della grazia». Quel giorno per me segna una nuova vita. L’amore di Gesù ha trionfato. Il voto è fatto e Gesù è contento perché ha ottenuto quello che mi chiedeva da molto tempo. Se sarò fedele a Gesù, il suo amore farà grandi cose sulla mia anima. Dopo essere stata fortificata da Lui con il mare della sua dolcezza, come non amarlo? Come non seguirlo? Oh sì, lo seguirò con fortezza sulla via del Calvario!…».

Ma con acuto senso realistico aggiunge:

«In questa terra la nostra perfezione consiste nel cercarla sempre, lottando e faticando senza riposo in ogni tempo e luogo fino all’ultimo istante della nostra vita. Allora la misericordia divina coronerà, non la nostra perfezione, ma i nostri costanti sforzi nel cercarla faticando e soffrendo in questo per amor di Dio».

3. Dopo la vittoria sulla mediocrità, Maddalena poté con sempre maggiore armonia tra progetto e azione e con sentimenti di consistenza di personalità santa dedicarsi a raggiungere la maturazione più alta della sua vita quella del servizio al Dio Amore, attuando insieme la sua vocazione specifica passionista, quella di fare continua memoria della passione del Signore Gesù. Anche se forse a prima vista non sembra, le due maturazioni conclusive offerte da Maddalena Marcucci nella sua autobiografia spirituale: croce e amore, sono talmente unite da formare un tutt’uno inscindibile. In questo Maddalena chiaramente porta avanti l’esperienza luminosa del grande mistico della passione, san Paolo della Croce (1694-1775), fondatore degli Istituti Religiosi dei Passionisti e delle Passioniste, di cui anche Maddalena Marcucci faceva parte. Come lui anche lei in maniera precisa e splendida concepisce la spiritualità della passione quale spiritualità del puro amore. Il vangelo della croce, colto nel suo nucleo rivelativo e salvifico essenziale, non è altro che il vangelo dell’amore di Dio. Gesù con la sua passione, morte e risurrezione non solo si è accreditato Signore e Messia dell’umanità, ma ci ha rivelato anche che Dio è assoluto amore, e per dimostrare che ama tutti e vuole tutti salvi, condivide la vita e la sofferenza di tutti e si immedesima con tutti, fino a diventare presenza immanente in tutti.

Guidato da questa consapevolezza ogni cristiano è chiamato a fare del mistero pasquale il centro ispirazionale del suo vivere e del suo operare, cioè a fare sua questa esperienza stupefacente di Dio, desiderando di iniziare ad amare come Dio ama, passando poi ad amare realmente tutti e procurando con ogni mezzo che tutti si salvino. In fondo, nel raccontare la sua storia spirituale Maddalena Marcucci ha di mira questo scopo: fare entrare la rivoluzione della Pasqua nella vita di ogni persona. Non si tratta solo di amare Dio, ma anche e soprattutto di far entrare in ciascuno l’amore di Dio, per iniziare ad amare come Dio ama. Questa è l’esperienza rivoluzionaria. Questa è la felicità, che per raggiungerla vale la pena di farla oggetto di un duplice impegno assoluto: un voto d’amore e un voto contemplativo, quello di far perpetua memoria della passione del Signore e di quella che continua nei fratelli e nelle sorelle fino al suo ritorno glorioso.

In conformità a questa tenera lezione, che Maddalena Marcucci ha appreso nella sua assidua e prolungata contemplazione della passione, mettendosi a servizio del carisma passionista, che ha condiviso profondamente per vocazione e missione, possiamo elevare una preghiera: —Signore Gesù, colmaci tutti della pienezza dell’amore del Padre nostro, della sua dolce misericordia, per poter con il suo cuore tutto amore riversare benedizioni in tutte le esistenze vuote, sofferenti, solitarie che ci circordano, nelle quali tu sei immanente e attendi che tramite il nostro amore ti accolgano e facciano festa. Se è Pasqua per noi, sia Pasqua per tutti.

La contemplazione di Gesù quale Messia unico e specifico, perché figlio di Dio e servo umiliato e sofferente, ha un valore determinante sia per evitare tentativi spirituali sostanzialmente inconcludenti, perché disordinati e dispersivi, come pure per ridare coerenza, compattezza e solidità al proprio cammino di discepolato evangelico e di spiritualità unificando tutto nella grazia pasquale. Come la prima Pasqua ha rivoluzionato il mondo religioso ebraico e non solo quello, così la Pasqua messa al centro della propria contemplazione giornaliera ha la capacità di rivoluzionare tutto il nostro mondo religioso e la nostra cultura di pensiero e di vita, perché ci porta ad accogliere la rivelazione dell’amore di Dio ed avere il suo cuore.

Contemplare la passione del Signore e praticare il comandamento di amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze è stato l’obiettivo della vita di Maddalena Marcucci. Essa si impegnò in questo con una promessa assoluta, cioè con un voto d’amore. Con tale voto ha voluto però non solo dedicarsi ad amare Dio, ma anche portare altri ad amarlo. Lo testimonia l’autobiografia che porta il significativo titolo di «Apostola dell’Amore», con la quale ha inteso non solo di raccontare la sua esperienza meravigliosa di discepola di Dio sommamente amato, ma pure di portare altri a questa esperienza beatificante.

Ora se vogliamo stabilire, in base alle sue stesse parole, l’importanza che Maddalena Marcucci ha per la storia della Chiesa e della spiritualità, possiamo con verità dire che essa consiste nel fatto di essere stata e di continuare ad essere «Apostola dell’Amore» per la nostra generazione.

Il messaggio di Madre Maddalena

Il messaggio più caratteristico e noto che Madre Maddalena ha lei stessa prima vissuto in qualità di Monaca Passionista sempre felice di esserlo e che poi ci ha lasciato in eredità quale dono di cui godere e insieme quale compito da portare avanti e sviluppare, è contenuto nella sua autobiografia e negli altri suoi numerosi scritti, compreso il presente della corrispondenza epistolare con P. Lozano, e si incentra sulla santità d’amore.

Per mezzo dei suoi scritti Madre Maddalena ha inteso in primo luogo raccontarci come lei ha imparato la cosa più grande e più importante di tutte, quella di amare: amare Dio e amare gli uomini, tutti, senza eccezione come fratelli.

Scrive: “All’inizio della mia vita spirituale tutto mi sembrava amore; oggi l’amore è tutto per me”.

Questa è la ragione unica della mia esistenza, infatti io nacqui per amare, vivo per amare e voglio morire amando, per amare eternamente colui che eternamente mi amò”.

Una grazia ti chiedo, caro Dio:
Lì, dove cado morta, nasca un fiore

Che dica a tutti: questo fa l’amore!

La stessa grazia la chiede al Signore Gesù in data 23.6.1955, come ci è detto in una lettera a P. Lozano, così:

... Che là dove cadrò morta di dolore nasca un fiore che dica a tutti: “Questo fa l’amore”. Quello sarebbe il mio fiore. Dovrebbe essere una rosa che tenesse scritto in ogni petalo: “L’amore è più forte della morte”. Uccide per far vivere pienamente la propria vita; per tagliare il filo e lasciare che si espanda nel pelago infinito del divino amore dove non ci sono lidi.

Per mezzo dei suoi scritti Madre Maddalena ha inteso in secondo luogo invitare tutti alla santità, perché è convinta che “la santità è l’opera più grande che una creatura può compiere”.

O Gesù, io vorrei che sopra la mia tomba si potesse scrivere questo epitaffio: Morta d’amore per Gesù, e che tutti quelli che lo leggeranno si sentano invogliati ad amarti”.

La mia missione su questa terra e in cielo dev’essere quella di dare santi alla Chiesa. Far capire a molti quanto sia facile il cammino della santità…”.

E’ facile perché la “santità è amore”.

La lettura degli scritti di Madre Maddalena toccano veramente il cuore, anche perché costituiscono una storia aperta, che ci chiede di continuarla con la nostra autobiografia ovvero storia di santità.

Tutti i diritti delle opere presenti nel blog appartengono a padre Max Anselmi.

Opere su Madre Maddalena Marcucci

Dopo più di 30 anni p.Max Anselmi c.p. ha realizzato la traduzione in italiano dei sei volumi curati e promossi dai Domenicani Spagnoli intorno al 1970.

Apostola dell’amore.
Autobiografia di Jesùs Pastor
ovvero di Maria Maddalena Marcucci Passionista
,

Libreria Editrice Vaticana 2001,
pp. 791

Un’amica di santa Gemma,
Madre Giuseppa del S. Cuore di Gesù
,

Lucca 2002,
pp. 373

Una violetta del Giardino
della Passione.
Maria del Preziosissimo Sangue
,

Lucca 2005,
pp.235

Sulla cima del Monte Santo.
Corrispondenza spirituale
fra P.Lozano O.P. e J. Pastor
,
Lucca

La santità è amore,

Lucca 2008,
pp. 631.

Verso le vette dell’unione con Dio.
Corrispondenza spirituale tra il
P.Arintero e J. Pastor

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